Sono le 22:25 al Blue Lagoon di Marsa Alam, Egitto, 50 minuti a sud dall'aeroporto e qualche centinaio di chilometri a nord dal confine sudanese. Eli, Iole e Sere sono appena rientrate nella loro camera
408, edificio 3, primo piano, accogliente con i suoi tre lettini singoli, il soffitto ad arco di mattoni rossi, grande doccia nel bagno e terrazzo.
Stamattina hanno lasciato l'aeroporto di Malpensa T1 alle 10:00 e si sono imbarcate con tantissimo entusiasmo. Le 4 ore di volo hanno riservato l'emozione della visita in cabina di pilotaggio, dove il comandante Bruno ed il copilota Anthony hanno illustrato loro i vari pulsanti colorati sul gigantesco cruscotto ed il paesaggio desertico che stavano sorvolando, con la vista spettacolare sul letto del Nilo e sulle sue sponde verdeggianti. Sbarcate all'aeroporto di Marsa Alam e dopo aver ottenuto un bellissimo visto, sono partite sul pullman numero 8 alla volta del loro villaggio, attraverso aridi paesaggi e costeggiando il Mar Rosso, con le sue spiaggie più o meno aspre a seconda della distanza della barriera corallina dalla costa.
Dopo un'accoglienza entusiastica al Blue Lagoon, tra le pochissime ragazze non accompagnate di tutto il villaggio, e dopo la prima cena al ristorante, il giro serale per il
bazar ha permesso loro di far subito conoscenza con Abd Allah, giovane egiziano ventenne dagli occhi verdi ed il sorriso aperto, che ha preparato un ottimo narghilé alla menta e le ha intrattenute con le sue chiacchiere e la sua spontaneità. Passando per il negozio di tabacchi, prima di rientrare in camera, non hanno saputo poi rinunciare all'acquisto di un pacchetto dorato di sigarette Cleopatra, tipiche egiziane: sopravviveranno dopo averne fumata una, oppure moriranno intossicate?
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