Ore 20:20 alla fermata dei pullman di Nazca, in attesa di partire per Arequipa e lasciare il livello del mare, verso le alture. In Italia sono le 3:20 e tutti dormono già.
Questa giornata di Pasqua é iniziata alle 5:00 del mattino, con un sussulto: Darìo bussava rAlle 7:30 il loro pullman Cruz del Sur é partito puntuale alla volta di Nazca; durata stimata del viaggio: 4 ore. A bordo, nella loro postazione centrale al secondo piano, hanno ricevuto la loro ennesima colazione e sono state intrattenute con una manche di Bingo. Pre
mio in palio: una bottiglia di Pisco, vino tipico della città omonima... Peccato solo che non l'abbiano vinto! Nel contempo, hanno potuto ammirare dal finestrino il paesaggo desertico, costellato di baracche con i muri dipinti con ogni tipo di slogan politico, e l'oceano in lontananza, con le sue spiaggie vuote e le onde interminabili.Il viaggio si é concluso alle 14:30, con ben tre ore di ritardo. Eli e Simo sono scese dal pullman un po' spaesate, sotto un sole cocente, assalite da una miriade di agenti peruviani che consigliavano loro questo o quell'itinerario per visitare le famosissime linee, tracciate nei primi secoli dopo Cristo sul terreno del deserto di Nazca, protette dall'Unesco dal 1994. Ripresa coscienza, hanno deciso di rinunciare al gettonatissimo giro in elicottero, come caldamente consigliato loro dallo zio poliziotto, e di accontentarsi di uno sguardo dal mirador, da cui però la visibilità sui geoglifi era molto limitata. Forse anche per questo motivo, lo spettacolo delle linee non le ha rapite.
L'ora che le separa dalla partenza sembra interminabile, gli occhi sono già semichiusi. Eli ha però trovato un'originalissima massima che l'accompagna ad ogni nuovo sguardo sulla civiltà peruviana: "Tutto il mondo é paese", contestazione allo scetticismo dello zio poliziotto in merito all'onestà del suo popolo, per spezzare una lancia in favore della popolazione locale, che non é risultata per il momento più delinquente di tante altre.