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Milano, Lombardia, Italy
La mia amica Anna mi dice sempre: 'Eli, sei un cristallo di rocca'. Mi piace pensare che sia davvero così.
"... Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo ..."

Pablo Neruda
"E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?"

La Meditazione - N.Mandela

"Ce parfum de nos années mortes,
Ce qui peut frapper à ta porte,
Infinité de destins
On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient?
Le vent l'emportera ...

Pendant que la marée monte,
Et que chacun refait ses comptes,
J'emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera,
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera ... "

B.Cantat - Noir Désir - Le vent nous portera

Ledha Spot Festival 2007: Nel posto giusto tutti siamo abili al lavoro! :-)

Tuesday, 23 June 2009

Perù, a dive in the Inca spirit: Chapter 8

16 Aprile 2009: Naufraghe tra Taquile e Puno
Sono le 22:00 al Casona Plaza di Puno, le 5:00 in Italia.
La giornata di oggi é stata veramente molto intensa: già verso le 3:30, nel pieno della notte, Eli ha svegliato Simo, sicura di essere in procinto di avere un infarto, a causa di un dolorino non meglio identificato al braccio sinistro e fatica a respirare. Simo si é sentita costretta a chiamare la sua dottoressa in Italia, per essere rassicurata: la diagnosi, che ha subito placato gli animi, é stata di semplice mal d'altura... Ma riprendere sonno non é stato poi così facile!
Alle 6:00 é squillata la sveglia e dopo una lauta colazione, Eli e Simo sono partite emozionatissime alla volta del porto di Puno per essere imbarcate, dopo molta confusione ed indecisione, sul traghetto Quechua, un po' acciaccato ma all'apparenza ancora in buono stato.
Il primo approdo della loro gita sul lago Titicaca é stato alle isole galleggianti degli Uros e le ha riempite di entusiasmo: costruite con canne di totora sovrapposte ed ancorate al fondo del lago con altre canne, queste isole sono abitate da una pittoresca popolazione, qui rifugiatasi per sfuggire agli Inca e che tuttora svolge uno stile di vita molto particolare ed isolato dal mondo civilizzato, cibandosi delle stesse canne che costituiscono la loro dimora. L'emozione di Eli e Simo é stata incontenibile, rapite dagli spettacolari abiti degli indigeni, dal loro canto, dai loro manufatti e dalla traversata sulle loro tipiche imbarcazioni, fatte anch'esse di canne.
Lasciati gli Uros, durante il tragitto verso l'isola successiva, il loro traghetto ha cominciato a dare i primi segni di cedimento: fumo dal motore! Il prode comandante ha prima cercato di farlo ripartire, raffreddandolo con un po' d'acqua, ma poi, non ottenendo risultati, si é prontamente spogliato per gettarsi nel lago e cercare di risolvere il guasto da un'altra visuale. Con gran sorpresa di tutti, il traghetto é riuscito a ripartire e portarle miracolosamente fino a Taquile, isola naturale nettamente più civilizzata delle isole galleggianti. Dopo una faticosa salita, il pranzo nella casa famiglia, a base di zuppa di verdure e trota, é stato decisamente rigenerante e particolarmente delizioso, allietato anche dai balli folcloristici e coloratissimi e dalla musica tipica dei padroni di casa. La vista dalla piazza principale dell'isola sul lago é stata davvero mozzafiato, per non parlare dei numerosi bambini che razzolavano per i vicoli del paese, con i loro sorrisi aperti e le manine tese a chiedere una moneta. La strada in discesa verso il porto ha regalato loro altre immagini indimenticabili, con i colori spettacolari del sole pomeridiano.
Eli e Simo si sono godute il viaggio di ritorno al sole, sul tetto del Quechua, avide di raccogliere ed imprimere nelle loro menti tutte le immagini possibili di questo lago raggiunto dopo una scalata di 4000 metri. Ma le sorprese non erano ancora finite: quando Puno era ancora un puntino in lontananza, il loro traghetto ha deciso di fermarsi nuovamente e, questa volta, definitivamente, nonostante le attivissime cure del comandante. Naufraghe in Perù, sul lago più alto del mondo, Eli e Simo hanno vissuto anche l'ebbrezza di essere trascinate a riva da altre due imbarcazioni, mentre il comandante, che non si dava per vinto, per poco non ha dato fuoco a tutto il traghetto, equipaggio compreso, creando un contatto tra cavi mentre armeggiava col motore!
Rientrate a Puno ed in albergo, prima di cena, non poteva mancare l'ultima sorpresa della giornata: il blackout totale di tutto il quartiere, che per un pelo non le ha trovate in ascensore, ma che ha permesso loro di usufruire della magnifica torcia da viaggio che, con previdenza, avevano portato nel loro bagaglio!

Friday, 12 June 2009

Perù, a dive in the Inca spirit: Chapter 7

15 Aprile 2009: In riva al Puma di Pietra
Sono le 20:30 al Casona Plaza di Puno, 3830 metri d'altitudine, affacciata sul lago Titicaca.
Questa mattina, sveglie all'alba, Eli e Simo hanno deciso di fare l'ultima passeggiata per le vie deserte della splendida Arequipa, godendosi l'insolita tranquillità del centro città. Dopo aver salutato Plaza de Armas e dopo una veloce colazione in albergo, sono salite sul pullman successivo, direzione Puno. Durante le sette ore di viaggio sono rimaste rapite dai variegati paesaggi andini ed il tempo é volato ad ammirare villaggi, fiumi, campi colorati, capanne, ferrovie, laghi, nuvole. Sbarcate alla fermata dei pullman di Puno sono state subito prese d'assalto e fagocitate da una marea di taxisti e promotori turistici locali ma hanno preferito raggiungere l'ufficio informazioni, dove una gentile signora le ha indirizzate ed ha loro raccomandato di non fidarsi di nessuno. Lasciato l'ufficio, dopo soli due passi, conscie del consiglio appena ricevuto, hanno deciso però, con la solita coerenza che le contraddistingue ad ogni passo della loro vita, di affidarsi a cuore aperto allo sconosciuto Roberto, che le ha scarrozzate per la città alla ricerca di un albergo di loro gradimento, fino al Casona Plaza, un bellissimo tre stelle in pieno centro. Soddisfatte, hanno deciso di prenotare con lui anche le gite dei due giorni successivi... E solo dopo aver firmato il contratto, pagato e salutato Roberto si sono ricordate della raccomandazione della gentile signora dell'ufficio informazioni! Troppo tardi: bambascione o fortunate? Chi vivrà, vedrà.
Dopo un veloce pranzo all'alba delle 16:30, si sono immerse nella vivacità dell'affollatissimo centro di Puno, dove Simo ha subito scovato in un negozio tipico un coloratissimo poncho e degli altrettanto colorati scaldamuscoli ai quali non ha saputo rinunciare, anche in previsione della gita sul lago. Per cena hanno optato per un ristorante tipico omonimo del loro albergo, dove hanno deciso di tenersi leggere con una crema di verdure, per poi rientrare subito, infreddolite e stanche, nella loro cameretta, pronte per la navigata del giorno successivo sul lago più alto al mondo, l'affascinante Puma di Pietra.

Wednesday, 10 June 2009

Perù, a dive in the Inca spirit: Chapter 6

14 Aprile 2009: 4900 metri, vigogne e vulcani
Ore 20:30, Posada San Juan, Arequipa. 3:30 ora italiana.
Eli e Simo sono sveglie sin dalle 2:00 di questa mattina. La levataccia non ha pesato: l'eccitazione della gita le ha fatte saltare giù dal letto senza la minima fatica ed alle 2:30 erano già sul pullman, alla volta di Chivay, che hanno raggiunto alle 8:00 del mattino e dove si sono fermate per una tipica colazione peruviana a base di mate de coca, succo di papaya, pane e marmellata. Poi via di nuovo, verso la Cruz del Condor, il punto più alto del Canyon del Colca, attraversando paesaggi andini mozzafiato, montagne con estesi terrazzamenti dalle più svariate sfumature del verde, costruiti secoli fa dalle popolazioni precolombiane dei Collagua e coltivati ancora oggi, gruppi di donne dalle variopinte casacche tipiche e dai sorrisi aperti, con lama o alpaca al seguito. Il panorama che hanno ammirato dalla Cruz del Condor non ha colpito sicuramente quanto il tragitto fatto per raggiungere la vetta, ma Eli e Simo hanno colto l'occasione per acquistare qualche ricordo tipico nelle innumerevoli bancarelle e per osservare il volo del condor, con le sue spettacolari ali gigantesche. Di ritorno verso Chivay, l'intrepida Simo ha deciso anche di farsi fotografare con un condor in spalla, ma questo é stato solo uno degli infiniti scatti artistici che hanno caratterizzato la giornata!
Per pranzo si sono fermate in un ristorante tipico di Chivay, dove hanno continuato la chiacchierata iniziata a colazione con il loro giovane ed attraente compagno di viaggio, avvocato a Washington DC. Il ragazzo se le é subito accattivate, dando loro tra i 22 ed i 24 anni di età e le ha confuse per sorelle, adducendo come scusa la somiglianza dei loro sorrisi. Eli ha prontamente pensato, ben consigliata da Simo, di chiedere se ad accomunarle fossero i loro poco celati dentoni davanti... Ma, nell'emozione della domanda in inglese, ha confuso denti (teeth) con tette (tits): "Do you think that we are looking like sisters because of our big teets?" é stata la sua ingenua domanda. L'espressione del ragazzo é stata sufficientemente eloquente per far arrossire Eli fino all'ultimo capello.
Dopo pranzo sono ripartite alla volta del Mirador de los Volcanos, a 4900 metri di altitudine, da cui hanno ammirato, un po' stordite, le altissime cime dei vulcani Misti, Chachani e Hualca Hualca, la particolare vegetazione delle alture andine ed i bellissimi greggi di vigogne correre liberi sui vasti altopiani della riserva naturale che porta il loro nome.
Alle 17:00 sono rientrate ad Arequipa, entusiaste della loro giornata attraverso fauna e flora altoandina, che le ha fatte sentire per la prima volta parte del vero Perù. Dopo una doccia calda, sono uscite per cena nel loro ristorante preferito in Plaza de Armas, ma la stanchezza le ha colte da subito e le ha fatte rientrare in camera presto, pronte per riposare e chiudere gli occhi su questa giornata indimenticabile.

Wednesday, 3 June 2009

Perù, a dive in the Inca spirit: Chapter 5

13 Aprile 2009: La Ciudad Blanca
Sono le 21:00 alla Posada San Juan di Arequipa, 2300 metri sopra il livello del mare, ai piedi dell'imponente Volcàn Misti.
Questa mattina, all'alba delle 8:00, dopo un'interminabile nottata in pullman, Eli e Simo sono finalmente sbarcate nella Ciudad Blanca, così chiamata per il colore bianco degli edifici del suo centro storico. Nell'ultra moderno terminal terrestre, nel giro di dieci minuti, sono riuscite a prenotare albergo e tour per la giornata successiva, per poi farsi scortare in taxi nella loro dimora arequipena, una tranquilla pensione a due passi dalla Plaza de Armas. Qui sono finalmente riuscite a farsi la prima doccia calda della vacanza, assolutamente indispensabile per essere veramente pronte per un primo giro della città, tra la spettacolare Cattedrale, la chiesa gesuita La Compania e le vivacissime vie del centro. Passeggiata che però é finita prematuramente per via di un malessere di Eli, iniziato timidamente la sera prima ed esploso all'arrivo a destinazione. Così, mentre Eli, tornata in albergo, cercava di riposare un po', Simo, dopo essersi rilassata al sole sul terrazzo, é partita in solitaria per un primo shopping. Tornata in camera, ha mostrato orgogliosa all'amica i suoi acquisti: una fantastica borsa da mare, indispensabile per il giro sulle Ande, un coloratissimo cappellino di lana con doppio risvolto, alternativo ma elegante, ed un'eccezionale confezione di mate de coca, tè alle foglie di coca, rimedio tipico per il mal d'altura, tanto agognato sin dall'arrivo in Perù e già assaggiato in un bar la mattina stessa per colazione. Alla vista di tante belle cose, presa dall'entusiasmo, anche Eli si é fatta trascinare in un nuovo giro per negozi, passando per una veloce visita al Monastero di Santa Catalina, prima della pausa pranzo in un ristorante tipico con musica dal vivo, dove però non é riuscita a toccar cibo e si é, anzi, resa conto che un nuovo rientro in albergo e la convocazione di una guardia medica si rendeva indispensabile, quantomeno per tranquillizzare gli animi. L'amico medico si é presentato con celerità in camera ed ha proposto, dopo un'accurata visita, un bel siringone di antibiotico, per debellare immediatamente il mostruoso parassita che ipoteticamente tormentava lo stomaco della sua paziente... Già solo la prima diagnosi ha però rincuorato Eli psicosomatica, che ha rifiutato prontamente l'iniezione, preferendo cure alternative, e si é subito sentita meglio!
Per riprendersi dai travagli della giornata, Eli e Simo hanno deciso di riposare qualche ora prima di uscire per la cena nella bellissima cornice di Plaza de Armas notturna, ma alle 21:00 eccole già in camera, pronte a dormire, in previsione della sveglia, puntata alle 2:00 di notte, con partenza per il Canyon del Colca!