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Milano, Lombardia, Italy
La mia amica Anna mi dice sempre: 'Eli, sei un cristallo di rocca'. Mi piace pensare che sia davvero così.
"... Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo ..."

Pablo Neruda
"E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?"

La Meditazione - N.Mandela

"Ce parfum de nos années mortes,
Ce qui peut frapper à ta porte,
Infinité de destins
On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient?
Le vent l'emportera ...

Pendant que la marée monte,
Et que chacun refait ses comptes,
J'emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera,
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera ... "

B.Cantat - Noir Désir - Le vent nous portera

Ledha Spot Festival 2007: Nel posto giusto tutti siamo abili al lavoro! :-)

Monday, 20 July 2009

Perù, a dive in the Inca spirit: Chapter 11

19 Aprile 2009: Machu Picchu
Ore 22:00 a Cuzco, casa di Aleja.
Questa mattina, mezzora prima della sveglia, Eli e Simo erano già in piedi, eccitate all'idea della giornata che le aspettava. Alle 6:05 il loro pullmino é partito puntuale alla volta del santuario di Machu Picchu, una delle sette meraviglie del mondo moderno, che hanno raggiunto in soli venti minuti e trovato sotto una coltre di nebbia che non permetteva di vedere ad un palmo dal loro naso. Per fortuna Pamelita le ha tranquillizzate, assicurando loro che la nebbia si sarebbe diradata nel giro di qualche ora, ed hanno così potuto fare serenamente colazione tutte e tre assieme con i loro ottimi biscottini al limone, all'ombra della casa del guardiano, punto più alto del sito archeologico. Poi sono partite per la visita dell'antica città inca: lo spettacolo della zona agricola, con gli innumerevoli terrazzamenti, e di quella urbana, dal Tempio del Sole alla misteriosa pietra Intihuatana, le ha lasciate letteralmente estasiate. Dopo una passeggiata di ore, tra salite e discese, finalmente, tornando alla casa del guardiano, la nebbia era scomparsa e sono riuscite ad ammirare l'indescrivibile vista d'insieme del complesso del Machu Picchu, che ha tolto loro il fiato e non ha deluso le aspettative. Riposarsi sull'erba, sguardo rivolto al più spettacolare villaggio precolombiano al mondo, é stata un'emozione indimenticabile.
Soddisfatte, si sono poi preparate alla discesa a piedi, in cui Simo ha messo a dura prova il suo piedino zoppo su un terreno alquanto sconnesso. A mezzogiorno, dopo un'ora di cammino a ritmo serrato, erano già ad Aguas Calientes, sedute al ristorante, pronte per rifocillarsi dopo cotanta attività fisica. Le ultime ore all'ombra del monte del Machu Picchu, dopo la partenza di Pamelita, che rientrava a Cuzco prima di loro, sono state dedicate ad un po' di shopping e Simo ha acquistato una bellissima collanina multicolore di cui andare particolarmente fiera.
Alle 17:00 sono partite con il loro trenino verso Cuzco, lasciando il cuore in questo angolo sperduto del mondo. Ad attenderle alla stazione di Poroy hanno trovato Aleja con la sua secondogenita Angela e, prese dall'entusiasmo dei saluti, hanno perso tutti i taxi disponibili in partenza per il centro città e si sono ritrovate a dover fermare un pullmino turistico alla disperata per chiedere umilmente un passaggio.
Arrivate a casa di Aleja, per cena, le aspettava una squisita minestrina con spaghettini stracotti e pollo bollito preparata per loro con tanto amore da Pamelita e, per salvarsi in corner e giustificare gli avanzi nel piatto, hanno dovuto inventarsi un'abbuffata sul treno del ritorno.
Nonostante il piede di Simo sempre più dolorante, lo stomaco vuoto e il non aver potuto fare una doccia, Eli e Simo, profumate come due alpaca, hanno poi potuto ritirarsi felici nella loro cameretta ...

Tuesday, 14 July 2009

Perù, a dive in the Inca spirit: Chapter 10

18 Aprile 2009: Sabato sera danzante ad Aguas Calientes
E' mezzanotte all'Hostel Inka Trail di Aguas Calientes, meglio conosciuta come Machu Picchu Pueblo. Lo scorrere dell'omonimo fiume é pronto per cullare il loro sonno. In Italia sono le 7:00.
Simo ed Eli sono sveglie dalle 6:oo del mattino. Alle 7:30 il loro treno Perùrail Backpackers é partito dalla stazione di Poroy alla volta del villaggio Inca più famoso al mondo, attraverso paesaggi che inizialmente hanno un po' deluso. Solo nell'ultimo tratto del viaggio la rigogliosa vegetazione ed il fiume impetuoso le hanno immerse di colpo in un'atmosfera amazzonica, facendo loro pregustare lo spettacolo che da lì a breve avrebbero potuto ammirare ed alimentando il loro spirito di avventura.
Scese dal treno ad Aguas Calientes, si sono dedicate ad una breve perlustrazione del paese, per iniziare a prenderne confidenza e comprare i primi souvenirs nelle innumerevoli bancarelle del centro. Poi hanno mangiato affacciate sulla piazza principale, aspettando l'arrivo di Pamelita, che avrebbe fatto loro da guida attraverso le meraviglie di Machu Picchu. Appena arrivata la loro giovane guida, sono andate tutte e tre alla ricerca di un albergo economico ma dignitoso, per poi partire alla volta delle terme. Ad un primo sguardo, il colore torbido delle numerose vasche d'acqua più o meno calda ha deluso le aspettative. Ma, nonostante le apparenze iniziali, le tanto decantate terme di Aguas Calientes hanno regalato ad Eli e Simo qualche ora di relax e foto da manuale, scattate dall'instancabile Pamelita. Uscite dalle acque termali non poteva mancare un aperitivo con Pisco Sour, tipico cocktail peruviano a base del famoso Pisco, vino proveniente dall'omonima città.
Ritornate in paese, Pamelita ha potuto finalmente pranzare, mentre Eli ha rischiato la vita, quasi travolta da una lastra di metallo caduta improvvisamente da una delle tante case in costruzione. Dopo aver riposato un'oretta in albergo, per coronare la loro giornata alle falde del Machu Picchu, Eli e Simo hanno deciso di concedere a loro stesse ed alla loro guida una cena all'Inka Wasi, il miglior ristorante del paese, dove né menù né ambientazione hanno deluso, per poi terminare il loro sabato sera peruviano in un discopub dove, ballando ballando, si sono aggregate ad un gruppo multietnico di ragazzi, in attesa, come loro, dell'ascesa al Machu Picchu. Così, mentre Simo ha preso lezioni di raggaeton da una ragazza venezuelana, Eli ha attaccato bottone con un gruppo di cileni e brasiliani e Pamelita si é invaghita di un giovanissimo inglese dalla carnagione latticino e dai grandi occhi blu.
Sono quindi ritornate in albergo, stanche ma soddisfatte...

Monday, 13 July 2009

Perù, a dive in the Inca spirit: Chapter 9

17 Aprile 2009: Le chullpas di Sillustani
Ore 0:30 a Cuzco, nella terrazza verandata poco distante dal centro in cui vive Aleja, sorella di Ruthd, con la sua numerosa famiglia.
Dopo una nottata finalmente serena, questa mattina il risveglio è stato tranquillo, verso le 6:00, ancora prima che suonasse la sveglia, nella stanza del Casona Plaza che per un'ora si é trasformata in beauty farm. Dopo qualche cura estetica, Eli e Simo sono scese a fare colazione e si sono concesse un'ultima passeggiata per le vie principali di Puno, per gli ultimi acquisti: Eli ha trovato un coloratissimo cappellino peruviano, mentre Simo ha svaligiato un negozio di sciarpe in alpaca.
Alle 10:00, puntualissimo, il loro taxi privato le ha raggiunte in albergo, per portarle a visitare le rovine di Sillustani. Prima di raggiungere l'antico complesso funerario, hanno avuto però la possibilità di ammirare i paesini tipici sulla strada e di stressare il loro chauffeur perché si fermasse ogni tre per tre per immortalarle in pose e luoghi indimenticabili. Non poteva mancare l'acquisto di uno spettacolare tappeto artigianale in alpaca, con disegni tipici peruviani.
Piacevole e suggestiva é stata la passeggiata tra le rovine di Sillustani, sovrastanti il lago Umayo, con le tipiche torri funebri circolari dette chullpas, risalenti al periodo preincaico, immerse in un paesaggio verdeggiante, dove ovviamente si sono sprecate le foto d'arte.
Di ritorno a Puno, sono riuscite finalmente ad andare a pranzo al ristorante Balcones de Puno, consigliato loro dalla guida del giorno precedente, dove hanno gustato un ottimo lomo saltado de res, sedute su un tipico balconcino in legno affacciato su una delle vie più vivaci della città.
Alle 16:00 hanno dovuto abbandonare con grande dispiacere il lago Titicaca e, sul loro autobus Ormeno, pulito, comodo e spazioso, sono partite alla volta di Cuzco, dove sono approdate dopo sette ore di viaggio. Ad accoglierle calorosamente hanno trovato la piccola Milagros con un grande cartello in mano recante i loro nomi, Aleja e le altre sue due figlie, Pamelita ed Alejandra. Giunte a casa, Aleja ha preparato un buon mate de coca, per poi mostrar loro la cameretta dove avrebbero dormito, piccola ma pulita.
E' finalmente ora di riposare, in previsione della partenza in treno per Machu Picchu alle 7:30 del mattino... Ma l'emozione per la prossima meta rende alquanto difficile prendere sonno...