Ore 22:00 a Cuzco, casa di Aleja.
Questa mattina, mezzora prima della sveglia, Eli e Simo erano già in piedi, eccitate all'idea della giornata che le aspettava. Alle 6:05 il loro pullmino é partito puntuale alla volta del santuario di
Machu Picchu, una delle sette meraviglie del mondo moderno, che hanno raggiunto in soli venti minuti e trovato sotto una coltre di nebbia che non permetteva di vedere ad un palmo dal loro naso. Per fortuna Pamelita le ha tranquillizzate, assicurando loro che la nebbia si sarebbe diradata nel giro di qualche ora, ed hanno così potuto fare serenamente colazione tutte e tre assieme con i loro ottimi biscottini al limone, all'ombra della casa del guardiano, punto più alto del sito archeologico. Poi sono partite per la visita dell'antica città inca: lo spettacolo della zona agricola, con gli innumerevoli terrazzamenti, e di quella urbana, dal Tempio del Sole alla misteriosa pietra Intihuatana, le ha lasciate letteralmente estasiate. Dopo una passeggiata di ore, tra salite e discese, finalmente, tornando alla casa del guardiano, la nebbia era scomparsa
e sono riuscite ad ammirare l'indescrivibile vista d'insieme del complesso del Machu Picchu, che ha tolto loro il fiato e non ha deluso le aspettative. Riposarsi sull'erba, sguardo rivolto al più spettacolare villaggio precolombiano al mondo, é stata un'emozione indimenticabile.
Soddisfatte, si sono poi preparate alla discesa a piedi, in cui Simo ha messo a dura prova il suo piedino zoppo su un terreno alquanto sconnesso. A mezzogiorno, dopo un'ora di cammino a ritmo serrato, erano già ad Aguas Calientes, sedute al ristorante, pronte per rifocillarsi dopo cotanta attività fisica. Le ultime ore all'ombra del monte del Machu Picchu, dopo la partenza di Pamelita, che rientrava a Cuzco prima di loro, sono state dedicate ad un po' di shopping e Simo ha acquistato una bellissima collanina multicolore di cui andare particolarmente fiera.
e sono riuscite ad ammirare l'indescrivibile vista d'insieme del complesso del Machu Picchu, che ha tolto loro il fiato e non ha deluso le aspettative. Riposarsi sull'erba, sguardo rivolto al più spettacolare villaggio precolombiano al mondo, é stata un'emozione indimenticabile.Soddisfatte, si sono poi preparate alla discesa a piedi, in cui Simo ha messo a dura prova il suo piedino zoppo su un terreno alquanto sconnesso. A mezzogiorno, dopo un'ora di cammino a ritmo serrato, erano già ad Aguas Calientes, sedute al ristorante, pronte per rifocillarsi dopo cotanta attività fisica. Le ultime ore all'ombra del monte del Machu Picchu, dopo la partenza di Pamelita, che rientrava a Cuzco prima di loro, sono state dedicate ad un po' di shopping e Simo ha acquistato una bellissima collanina multicolore di cui andare particolarmente fiera.
Alle 17:00 sono partite con il loro trenino verso Cuzco, lasciando il cuore in questo angolo sperduto del mondo. Ad attenderle alla stazione di Poroy hanno trovato Aleja con la sua secondogenita Angela e, prese
dall'entusiasmo dei saluti, hanno perso tutti i taxi disponibili in partenza per il centro città e si sono ritrovate a dover fermare un pullmino turistico alla disperata per chiedere umilmente un passaggio.
dall'entusiasmo dei saluti, hanno perso tutti i taxi disponibili in partenza per il centro città e si sono ritrovate a dover fermare un pullmino turistico alla disperata per chiedere umilmente un passaggio. Arrivate a casa di Aleja, per cena, le aspettava una squisita minestrina con spaghettini stracotti e pollo bollito preparata per loro con tanto amore da Pamelita e, per salvarsi in corner e giustificare gli avanzi nel piatto, hanno dovuto inventarsi un'abbuffata sul treno del ritorno.
Nonostante il piede di Simo sempre più dolorante, lo stomaco vuoto e il non aver potuto fare una doccia, Eli e Simo, profumate come due alpaca, hanno poi potuto ritirarsi felici nella loro cameretta ...
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