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Milano, Lombardia, Italy
La mia amica Anna mi dice sempre: 'Eli, sei un cristallo di rocca'. Mi piace pensare che sia davvero così.
"... Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo ..."

Pablo Neruda
"E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?"

La Meditazione - N.Mandela

"Ce parfum de nos années mortes,
Ce qui peut frapper à ta porte,
Infinité de destins
On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient?
Le vent l'emportera ...

Pendant que la marée monte,
Et que chacun refait ses comptes,
J'emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera,
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera ... "

B.Cantat - Noir Désir - Le vent nous portera

Ledha Spot Festival 2007: Nel posto giusto tutti siamo abili al lavoro! :-)

Friday, 15 December 2006


LA VIA DEL TABACCO
di Beppe Bonato (il mio papà) - Inverno 2003

Margherita,come ti avevo promesso, ti spedisco un breve racconto che ho scritto qualche tempo fa. Come sai mi diletto a scrivere, principalmente perchè credo che con la scrittura uno riesca a dire molto di più che non con le parole. Ad esempio se ora tu fossi quì e ti guardassi negli occhi probabilmente non riuscirei ad esprimerti e verbalizzarti tutte le mie emozioni. Forse mi sentirei caramelloso o ridicolo e balbetterei solo qualcosa di scontato. Tu mi hai già detto che non ami scrivere, ma io credo che la scrittura sia un po' come la lettura; ci si avvicina lentamente e poi giorno dopo giorno ci si ritrova ad amarle. A questo racconto, come vedi, ho anche dato un titolo, ma ti do la facoltà di cambiare tutto dal titolo al contenuto. Ti dirò che non mi interessa tanto un tuo giudizio tecnico perchè, con ogni probabilità, questo mio racconto sarà colmo di lacune, ma piuttosto capire se queste poche pagine ti coinvolgono almeno un po'. Se non ti costa molto prova a rispondermi per lettera. Puoi spedirmela direttamente in ufficio all'indirizzo che già conosci. Non è importante che sia una lunga lettera e non preoccuparti della forma. Potrebbe essere un primo breve tentativo e per me avrebbe un significato particolare. Lo vivrei come un regalo importante e molto personale. Non voglio tuttavia sembrarti troppo insistente e quindi fai solo quello che ti senti di fare.Un abbraccioMarco.

VIETATO FUMARE

Il paese era tutto in fermento. La voce si era già sparsa nei giorni passati ma ora era diventata una realtà. Ogni capo famiglia non riusciva più a nascondere la sua preoccupazione. In quel paese, nel quale la miseria era di casa, l'unico sostentamento per famiglie ogni anno più numerose, era la coltivazione del tabacco. La legge obbligava a consegnare tutto il raccolto al monopolio ma tutti sapevano che molti ne nascondevano una piccolissima quantità per poterlo poi fumare con tranquillità nelle lunghe e fredde serate d'inverno davanti al focolare. Era una vita così avara, così triste, come una partita a carte già persa in partenza, che una sigaretta contro la legge ma composta del proprio sudore sembrava quasi una vittoria. Anche Bastiano era preoccupato da quella voce. Con piccoli trucchi che conosceva bene, anche lui aveva nascosto poche foglie di tabacco. Era stato semplice in verità. Come ogni anno, in primavera, due funzionari del monopolio erano venuti a contare tutte le foglie. Come al solito, uno rimaneva ai bordi del campo con un grosso taccuino e l'altro con una bacchetta entrava tra le pianticelle. Ad ogni pianta, spostando le foglie con la bacchetta, le contava e ne gridava forte il numero che il funzionario ai bordi del campo attentamente scriveva. Per i bimbi erano giorni di gioco. Correvano da un capo all'altro del campo gridando anch'essi i numeri ad alta voce. In genere i funzionari li riprendevano mentre i genitori tacevano. Il silenzio dei genitori diventava così complice delle grida dei bimbi. Era quasi una sfida al potere, ingenua e perdente. Terminata la conta e fatte le dovute somme veniva comunicato a Bastiano Il fatidico numero di foglie che il pover'uomo avrebbe dovuto consegnare al monopolio alla fine di tutto il suo lavoro. Il ricavato era ben poca cosa rispetto alle bocche da sfamare ed il lavoro da compiere era pesante e lungo. Il tabacco raccolto veniva steso su delle travi per essiccarsi adeguatamente ed in quel periodo il suo odore acre entrava in tutte le fessure della casa. Ad inverno inoltrato si raccoglieva con cura facendo molta attenzione a non rompere nessuna delle foglie ormai secche e se ne componevano dei mazzetti da cinquanta. Bastiano, in tutte queste operazioni, era proprio bravo. Aveva cura di mettere le foglie più grandi e più belle all'inizio ed alla fine di ogni mazzetto e nel mezzo, invece, quelle meno belle che comunque dovevano essere consegnate. Era proprio durante questa fase del lavoro che Bastiano riusciva a nascondere qualche foglia per sé mettendo al suo posto nel mazzetto qualche foglia di quelle talmente mal ridotte che a suo tempo, durante il conteggio, i funzionari del monopolio gli avevano ordinato di distruggere. Ovviamente Bastiano, in loro presenza, queste foglie le sotterrava nel campo ma poi, di nascosto all'imbrunire, dissoterrava quelle un po' più sane, le puliva dalla terra e le portava subito in granaio ad essiccare affinché con l'umidità non marcissero. Ma ora questa sua azione, questa sua piccolissima mancanza rispetto alla legge gli creava tanta apprensione. In paese erano arrivati due finanzieri e con ogni probabilità tra non molto avrebbero bussato anche alla sua porta. Certamente il suo bambino, che era solo in casa con lui, non avrebbe parlato ma se gli fosse sfuggito anche solo un po' di rossore nel viso loro avrebbero potuto comprendere e avrebbero protratto le ricerche. Forse sarebbe stato meglio parlarne al bimbo per prepararlo e poi mandarlo a giocare per evitare che fosse presente. Lo chiamò infatti e accarezzandogli il ciuffo : " Hai sentito? Stanno arrivando i finanzieri. Sai chi sono? " gli chiese. Il bimbo rispose di non saperlo ma che tutti in paese erano agitati. - Tu sai che sono onesto, vero? - riprese il padre. - Non ho mai rubato neppure cinque lire. Sai anche che ho nascosto poche foglie di tabacco per fumarlo e sai anche dove. Non credo che sia un furto. Questi campi li abbiamo lavorati sudando ogni giorno e soffrendo per il tabacco come per le malattie dei figli. Tu sai che quando il cielo si oscura per un temporale la nostra paura è solo che la grandine distrugga il tabacco ed allora in ginocchio, in cucina davanti al focolare preghiamo bruciando un rametto di ulivo. Pensiamo che qualcuno lassù ci veda e ci aiuti. Lo hai fatto tante volte anche tu no? Ma a te sembra giusto che mi obblighino a distruggerle le foglie più brutte? Non abbiamo forse lavorato anche per queste foglie? E poi io ho voglia di fumare. Che male faccio? Non abbiamo nulla neppure i soldi per qualche sigaretta ed invece possediamo questi campi, anche se pochi, colmi di tabacco. Ti sembra giusto che a noi diano mille lire per ogni chilo di tabacco e poi non abbiamo neppure i soldi per le sigarette? Ma perché le sigarette costano così tanto se il tabacco a noi ce lo pagano così poco? -Il bimbo guardò il papà e gli strinse la mano. Bastiano capì che non serviva più parlare e si avviò col bimbo verso casa, proprio nel momento in cui i finanzieri stavano uscendo dalla casa accanto e si dirigevano verso la sua. Gentilmente salutarono. Il più piccolo dei due, con i baffi, chiese a Bastiano se non avesse nulla da dichiarare. L'uomo rispose con naturalezza di non possedere un solo grammo del tabacco del suo raccolto. La mano del bimbo stringeva forte la mano del papà mentre tutti quattro entravano in cucina. La sensazione del bimbo fu che a questo punto fossero i due finanzieri ad essere diventati due ladri ma proprio di quelli veri. Tutti i cassetti e i pochi mobili della cucina furono aperti.Uno dei due s'avviò verso il solaio e l'altro lo seguì. Bastiano ed il bimbo si guardarono velocemente e il loro occhi erano soddisfatti. Entrambi sapevano che non avrebbero trovato nulla in quel luogo. Dopo breve tempo i finanzieri scesero e Bastiano ed il bimbo si fecero da parte per lasciarli passare e finalmente uscire. Un attimo prima di salutare quello senza baffi e più alto diede un rapido sguardo alla cucina e vedendo una porticina del sottoscala chiese quasi con noncuranza: - Che cosa tenete lì dentro?--Nulla di particolare - rispose Bastiano - un pentolone vecchio,stracci, legna.-Il " vediamo" del finanziere fu come una mazzata non attesa ed il bimbo prima di lasciare la mano del papà gli diede un'ultima stretta. Bastiano raggiunse ed aprì la porticina, poi si fece da parte. In quel buco vi era proprio un caos indescrivibile. Il finanziere vi diede un'occhiata veloce ed il suo sguardo si fermò su una pentola piena di stracci. Chiese a Bastiano:- Mi faccia vedere meglio. Sollevi quegli stracci.-Il bimbo cercando di controllarsi girò la testa e guardò il cielo. Non c'era una nuvola e tutto era tranquillo. Il suo cuore batteva forte e, lontano, sul Brenta calmo, gli pareva di vedere i due finanzieri che affogavano e lui che non chiamava aiuto. Poi lentamente scese le scale e s'inoltrò nei campi. Si sedette sempre molto lentamente e girò le spalle alla casa. Strappando dei fili d'erba sentì un gran magone invaderlo e fu assalito da una gran voglia di piangere. Pensava con tristezza alla loro fame ed alla voglia di fumare del papà. Quei due, invece erano in divisa, sfamati e con le tasche piene di sigarette. Non poteva essere questa la giustizia. No,no, no, no. La voce del papà lo fece trasalire. Era chiara e non sembrava triste. Si girò di scatto e lo vide venirgli incontro con le braccia aperte. Gli sembrò d'un tratto che la vita ricominciasse tra le sue braccia. Fu un abbraccio intenso e sereno. Gli occhi del bimbo guardavano il papà in attesa e Bastiano prendendolo per la mano si avviò per i campi. - Ora ti racconto - disse - vedi, le mie mani non sono grosse, ma quando il finanziere mi ha detto di sollevare gli stracci ho subito capito che con gli stracci dovevo sollevare anche i due rotoli di tabacco che vi avevo nascosto. Allora ho pensato: "Marco, prestami anche le tue mani. Lo so che sono piccole ma aggiunte alle mie vedrai che ce la faremo." Poi ho chiuso gli occhi ed ho provato. Ce l'abbiamo fatta sai? Siamo stati proprio bravi, proprio bravi.-Il bimbo guardò il papà con occhi spalancati. Poi guardò le sue manine. Poi le mani del papà. Tutto all'intorno era calmo e silenzioso e loro soli ridevano.

P.S. Come avrai capito è un altro frammento della mia vita. Se ti piace stringilo forte al petto e consideralo come un mio dono. Se invece ti ha lasciato indifferente, la prima volta che fai una gita in compagnia di Roberta, divertitevi a farne tanti pezzettini piccoli, piccoli, e gettateli nel vento tra gli alberi di un bosco. ciao, ciao.

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