PANE E LATTE
Pane e acqua. Nei ricordi di mio padre il pane era secco perché non si poteva comprare tutti i giorni e magari qualche volta lo si chiedeva alle famiglie più ricche, che invece l'avrebbero buttato via. Nei giorni di magra si poteva effettivamente abbinarlo all'acqua: l'acqua fortunatamente non mancava mai, ce n'era in abbondanza. Vicino a casa sua scorreva il fiume Brenta: amico quando si aveva sete, quando si cercava refrigerio o per giocare d'estate; nemico quando d'inverno si ingrossava troppo e diventava un pericolo per la sopravvivenza, per la casa. Se si era fortunati, invece dell'acqua, al pane si poteva abbinare il latte, ed era buonissimo! Ancora oggi, per mio padre, é un'emozione strana, quasi un rituale, una sera ogni tanto, per cena, mangiare pane e latte:
probabilmente lo riporta indietro a quei giorni fortunati in cui il pane si poteva inzuppare ed ammorbidire in qualcosa di un po' più saporito e sostanzioso e in cui ci si sentiva quasi ricchi. Può sembrare che io stia parlando di secoli fa, eppure questo succedeva veramente meno di cinquant'anni. Effettivamente, se ancora adesso ci penso, anche per me il pane quando ho molta fame e l'acqua quando ho molta sete sono un'emozione ed una soddisfazione particolare, eppure mi resta comunque difficile immedesimarmi veramente in mio padre che é cresciuto a pane ed acqua. Però, ironicamente forse, in qualche modo, a pane ed acqua mi sembra di viverci anche oggi: un pane ed acqua diverso da quello di mio padre, un pane ed acqua emotivo, la sensazione di intrattenere rapporti essenziali, di non riuscire a vivere pienamente, l'impressione che troppo spesso nei rapporti umani tutto si limiti al minimo, all'essenziale, al superficiale,tutto serva per passare il tempo ma troppo poco lasci veramente il segno. E mi capita di chiedermi: é forse perché non ho realmente dovuto vivere a pane ed acqua che sento questo vuoto emotivo attorno a me?
probabilmente lo riporta indietro a quei giorni fortunati in cui il pane si poteva inzuppare ed ammorbidire in qualcosa di un po' più saporito e sostanzioso e in cui ci si sentiva quasi ricchi. Può sembrare che io stia parlando di secoli fa, eppure questo succedeva veramente meno di cinquant'anni. Effettivamente, se ancora adesso ci penso, anche per me il pane quando ho molta fame e l'acqua quando ho molta sete sono un'emozione ed una soddisfazione particolare, eppure mi resta comunque difficile immedesimarmi veramente in mio padre che é cresciuto a pane ed acqua. Però, ironicamente forse, in qualche modo, a pane ed acqua mi sembra di viverci anche oggi: un pane ed acqua diverso da quello di mio padre, un pane ed acqua emotivo, la sensazione di intrattenere rapporti essenziali, di non riuscire a vivere pienamente, l'impressione che troppo spesso nei rapporti umani tutto si limiti al minimo, all'essenziale, al superficiale,tutto serva per passare il tempo ma troppo poco lasci veramente il segno. E mi capita di chiedermi: é forse perché non ho realmente dovuto vivere a pane ed acqua che sento questo vuoto emotivo attorno a me?Milano, 6 Ottobre 2006
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